Le masserie e le taverne

Un esempio caratteristico di fabbricato rurale è la Masseria. Il fabbricato, molto semplice dal punto di vista architettonico, conserva tutti i tratti della classica "masseria" rurale di inizi '900. Un tempo ubicato ai margini del centro abitato, oggi è situato all'interno di esso in seguito all'espansione edilizia.

Testimonianza della sua funzione originaria, ossia di ricovero per gli animali, si trovano ancora al suo interno le mangiatoie in pietra, munite di anelli in ferro ai quali veniva legato il bestiame. Ai nostri giorni, la masseria è usata come rimessa per gli attrezzi impiegati per il lavoro nei campi e per l’allevamento del bestiame.

La Masseria oggetto di recupero, a valere sul PSR 2007/2013, è quella ubicata nel Comune di Macchia d’Isernia (IS).

La Taverna nasce come locale destinato ad offrire riposo e conforto ai viandanti, oltre a svolgere la funzione di stazione di posta per il cambio dei cavalli delle diligenze. Nel periodo dell'Unità d'Italia diventa teatro di episodi anche violenti, legati al brigantaggio. Nei primi anni del Novecento, alcune taverne vengono trasformate in opificio industriale per la produzione di pasta alimentare, altre, invece, in scuola rurale ed altre ancora in edifici rurali veri e propri.

Tra le numerose strutture presenti in Molise, solo tre hanno beneficato degli interventi di riqualificazione previsti dalle Misure 3.2.2, 3.2.3 e 4.1.3 del PSR 2007/2013:

  • TAVERNA DEL PRINCIPE, situata nel Comune di Sepino (IS). Il fabbricato risale al 1720 ed è ubicato in prossimità del ponte "Principe" sul fiume Tammaro, sull'antica via Consolare Sannitica che, nel 1740, i Borboni realizzarono per congiungere Napoli con l'Adriatico. Il fabbricato rientra originariamente tra i possedimenti dei Principi Pignatelli, da cui deriva il nome “del Principe”.
  • TAVERNA "CICCIO BUONO” situata nel Comune di Sepino (CB). Il fabbricato, ancora integro nella sua configurazione strutturale, risale agli anni di fine 1700 inizi 1800. Parte fondamentale della storia di questa Taverna è data dagli aneddoti del periodo del brigantaggio ancora vivi nella memoria degli abitanti del posto. Uno tra tutti, un episodio accaduto nel 1863 e che è stato pubblicato nel volume "Diario Sepino" 1800-1900 edito dal Comune di Sepino, episodio che annovera tra i protagonisti un fattore dell'epoca, Francesco Buono detto Ciccio (da cui il nome della Taverna).
  • FABBRICATO RURALE “LA TAVERNA”, situato nel Comune di Pietracatella. La Taverna fa parte di un complesso edilizio, composto da più parti aggregate nel tempo. La configurazione attuale è stata raggiunta nel 1800, mentre la Torre è parte dell'originario nucleo edilizio che risale al 1500. Era luogo di sosta e di ristoro per viandanti e greggi, posta lungo il tracciato del Tratturo Lucera-Castel di Sangro.

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