I mulini

Ci sono diverse ipotesi sull’origine del toponimo “Molise”, la più suggestiva vuole che esso derivi dal termine molenses: “abitanti presso la mola o il mulino”. Sul territorio molisano sono, infatti, noti molti insediamenti storici di vecchi mulini, una macchina polivalente in grado di macinare cereali, ma utilizzata anche nell’industria tessile, conciaria e metalmeccanica.

Con l’avvento della modernizzazione, il mulino artigianale ha subito una rapida trasformazione in “mulino-fabbrica”, collocato anche all’interno dei centri abitati. Sul finire degli anni ’20 si contavano 170 mulini nel circondario di Campobasso, molti dei quali abbandonati dopo gli anni 40-50. Dal 1958, si contano 18 mulini ad alta macinazione e 291 a bassa macinazione.

Queste strutture sono testimonianza del susseguirsi delle epoche storiche e, per tale motivo, sono tornate al centro dell’attenzione come parte integrante del progetto di valorizzazione dei territori per rigenerare la memoria storica alla base dell’identità comune.

Mulini restaurati:

  • MULINO IOSUE, collocato nel Comune di Monacilioni (CB);
  • MULINO FONTE SAN NICOLA, del Comune di Frosolone (IS);
  • MULINO AD ACQUA, situato nel Comune di Montenero Val Cocchiara (IS);
  • MULINO "VALLONE GRANDE", situato nel Comune di Lupara (CB)
  • MULINO "DI IORIO", situato nel Comune di Macchia Valfortore (CB);
  • MULINO CORONA, situato nel Comune di Baranello (CB);
  • MULINO CASCIANO, situato nel Comune di Agnone (IS);
  • MULINO CAPASSO, situato nel Comune di San Giuliano del Sannio

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