La valorizzazione della funzione/fruizione pubblica

Ai fini dell’attuazione degli interventi finanziati nell’ambito delle Misure 3.2.2, 3.2.3 e 4.1.3 hanno assunto il ruolo di strumenti della progettazione i “Piani Strategici di valorizzazione della funzione/fruizione Pubblica”, predisposti in coerenza con le prescrizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio.
L’articolo 6 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, aggiornato ai Decreti Legislativi nn. 62 e 63 del 26 marzo 2008, definisce la valorizzazione come “l'esercizio delle funzioni e la disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura”.
Secondo l’art. 2 del Codice, poi, i beni “di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività”. La finalità educativa giustifica lo stretto collegamento tra valorizzazione e fruizione, sancito dalla stessa intestazione del Titolo II del Codice, che ribadisce così quanto già disciplinato dal D. Lgs. 31 marzo 1998 n. 112 che indicava la valorizzazione come attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e conservazione dei beni culturali e ambientali e ad incrementarne la fruizione.
In tale prospettiva, il Progetto “Censimento dei beni di interesse storico-architettonico finanziati con le misure 3.2.2, 3.2.3 e 4.1.3 ai fini della realizzazione di un catalogo georeferenziato e descrittivo del PSR 2007/2013” permetterà di custodire, valorizzare e introdurre nuove modalità di fruizione culturale dei beni presenti sul territorio per creare una rete di eventi e di servizi supportati da una vera e propria filiera di progetti, per coinvolgere la collettività, locale e non, ed incrementare i flussi turistici.

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